L'ARTE DELL'ABBASTANZA
Quanto misura l’abbastanza? In una scala da 1 a 10, 6? 7? E da poco a troppo, è più di poco? Meno di troppo? Come lo quantifichi l’abbastanza? E come sai quando è abbastanza?
E il non essere abbastanza, cosa vuol dire? In base a cosa l’abbastanza non è più abbastanza? E se un bicchiere può essere o non essere abbastanza pieno, una persona può essere o non essere abbastanza?
Abbastanza cosa? Una persona è o non è. Non ha livelli di riempimento, non vende l’anima a peso, non ha frazioni di sé. Non siamo nuvolosi parzialmente soleggiati.
E quindi chi decide questo abbastanza? E in base a quale modello di riferimento, se per noi non esiste un’unità di misura, se siamo nati a occhio e al buio, se non ci siamo scelti come un abito in vetrina ma ci dobbiamo andar bene così?
E perché qualcuno che fa già fatica a cercare di calzare in se stesso, potrebbe riuscire a giudicare se un altro calza meglio o peggio questa vita che gli hanno cucito addosso? Con quale diritto? E con quale dottrina?
Vorrei avere un prontuario dell’abbastanza, uno di quei libricini motivazionali che trovi sullo scaffale delle librerie tra Perdere peso evitando lo stress e Imparare a essere felici senza ammazzare la gente. Sì, all’incirca si chiamerebbe così: L’arte dell’abbastanza. Guida alle misure.
Al capitolo 1 si imparerebbe a essere abbastanza belli, del tipo ‘sorridi ammiccante come la Gioconda e cammina stile Sharon Stone nella pubblicità di Dior j’adore... o come Rosa Ricci in Mare Fuori, dipende dal modello di riferimento. I capelli lasciamoli stare: abbiamo detto l’abbastanza, non il troppo, meglio non strafare’.
Il capitolo 2 tratterebbe l’essere abbastanza intelligenti: ‘cercate di coniugare i congiuntivi anche dopo 3 Negroni, non citate Tre metri sopra il cielo e rimanete ogni tanto in silenzio, dai 10 ai 20 secondi, per darvi un alone di pensosità’.
Il capitolo 3 sull’essere abbastanza gentili suonerebbe più o meno come ‘mostratevi disposti ad ascoltare anche quando vi parlano di teorie del complotto e ricordate agli altri che sono meglio di quello che pensano... anche quando non è vero’.
Alla fine, dopo i capitoli sull’essere abbastanza simpatici, abbastanza dolci, abbastanza forti, abbastanza stronzi, il prezioso prontuario passerebbe ai dosaggi:
‘Per essere abbastanza per qualcuno vi occorreranno:
- 13% di bellezza
- 22% di intelligenza
- 18% di gentilezza
- 14% di simpatia
- 13% di dolcezza
- 12% di forza
- 8% di stronzaggine
Mescolare delicatamente, lasciar posare qualche ora e servire.
Varianti: le percentuali di bellezza e intelligenza possono essere scambiate o modificate a piacimento a seconda delle esigenze del partner.
Nota a piè pagina: Per l’essere perfetti, cfr. il secondo volume della collana L’arte della perfezione. Se mi provi, t’innamori.’
Quanto misura l’abbastanza? E cosa ne sai tu, di quanta me sono fatta, per dire che basto, per dire che non basto?
